venerdì 19 dicembre 2008

Haze

Un uomo è solo. Prigioniero e ferito. Senza evidenti vie d’uscita. Stretto in un buio cunicolo che come un labirinto sembra non avere fine, ma nasconde a ogni angolo e ad ogni snodo delle trappole. Non sa com’è arrivato lì né perché. Tutt’intorno corpi smembrati, ciò che resta di chi lo ha preceduto. 



Mai visto niente di più claustrofobico e faticoso, cinema che mette a dura prova tutti i sensi, c'è quasi una sensazione tattile di sofferenza e paura mentre la unghie si aggrappano ai muri. Interamente girato in digitale, Haze (il Muro) è un incubo (reale?) di sangue e cemento, in cui Tsukamoto si diverte a tramortire lo spettatore con i colpi della sua regia umida e sporca, incollandosi a quest'uomo, facendoci strisciare con lui in compagnia delle sue allucinazioni e in cerca di una riposta che troverà forse nel visionario finale, lasciato volutamente aperto a varie interpretazioni.

giovedì 18 dicembre 2008

65 e non sentirli...

Secondo me non ci crede manco lui di esserci arrivato.
God Bless you Keith!



Gimmie Shelter - The Rolling Stone

mercoledì 17 dicembre 2008

2008 Album

Anche qui non si sfugge alle classifiche di fine anno.
Si parte con i 10 album stranieri che più ho amato nel 2008, non necessariamente i più belli o ispirati ma semplicemente quelli che mi hanno dato di più.

Consolers of the Lonely
The Raconteurs

Il secondo album di Jack White e soci è una bomba e dal vivo sono anche meglio.



In the Future
Black Moutain

Uscito all'inizio dell'anno non ha perso la sua potenza crescendo nel tempo. Rock psichedelico, cupo e compatto.



For Emma, Forever Ago
Bon Iver

Altro esempio di come dalla sofferenza quasi sempre escano le cose migliori, disco di struggente bellezza.



Dig, Lazarus, Dig!!!
Nick Cave & The Bad Seeds

Nick Cave è in gran forma e suona più arrabbiato che mai, un disco delirante, perfettamente bilanciato tra innovazione e conservazione.


Fleet Foxes
Fleet Foxes

Le volpi sono furbe, molto furbe ma qui c'è anche un talento immenso. Che dei ragazzi così giovani producano nel 2008 questo tipo di musica ha del miracoloso.


The Stand Ins
Okkervil River

Disco gemello del precedente "The Stage Names", stessa carica, stessa freschezza, per una volta il sequel non delude.



Warpaint
The Black Crowes

Il ritorno dei fratelli Robinson dopo 7 anni non delude, rock-blues ruvido e polveroso con un paio di ballate da applausi.


The '59 Sound
The Gaslight Anthem

Strummer sarebbe fiero di loro, Springsteen lo è già, questi ragazzi del Jersey fanno centro al primo colpo.



Glasvegas
Glasvegas

Altra opera prima, mi ha preso dal primo ascolto e non si è più tolto dal mio stereo, non so cosa abbia di speciale ma ha un effetto ipnotico.


The Age Of The Understatement
The Last Shadow Puppets

Side project di Alex Turner (Arctic Monkeys) e Miles Kane (The Rascals), ricchissimo di idee e arrangiamenti, un disco coraggioso che chiama in causa addirittura Morricone.

Lego S&M

martedì 16 dicembre 2008

Come Dio Comanda


Avendo letto il libro (splendido) di Ammaniti mi è difficile parlare del film di Salvatores da cui è tratto senza tenerne conto.
Se la scelta di tagliare qua e là le dinamiche della storia ed un intero personaggio (Danilo) per necessità cinematografiche poteva essere opinabile ma condivisibile, anche nella sceneggiatura più asciutta e compatta sembra mancare la profondità nel delineare i personaggi e il conflitto interiore dei loro rapporti. La regia è cmq rigorosa e senza sbavature, immersa in un limbo acquitrinoso di una provincia indefinita del nord-est. Nonostante una parte centrale un pochino troppo allungata con ampio spazio al dramma consumato nel bosco, il film va in crescendo fino all'epilogo finale e l'ultima bellissima inquadratura del volto umido di Rino Zena accompagnato dalla magica voce di Antony and the Johnsons.
Bravo Elio Gemano nella parte di 4formaggi e Filippo Timi in quella di Rino, ancora un po' acerbo il giovane attore che interpreta il piccolo Zena. Probabilmente a chi non ha letto il libro il film piacerà, io da Salvatores mi aspettavo qualcosa di più.




Knockin' on Heaven's Door - Antony and the Johnsons

lunedì 15 dicembre 2008

Live in the Promised Land



Sono passati 30 anni da quello che per quanto mi riguarda è il Bootleg più importante della storia, registrato a Winterland, San Francisco il 15 dicembre 1978, il tour di Darkness of the edge of town. Concerti di una potenza devastante con la E Street Band lanciata a mille all'ora in versioni mai più eguagliate, il tour della consacrazione live, la vera dimensione di Springteen e della sua leggenda. Quando ascoltai per la prima volta Live in the Promised Land non potevo credere alla qualità della registrazione, il suono limpido e perfetto, potevi sentire distintamente ogni strumento ogni sussurro di Bruce, il resto è storia della musica, una scaletta spettacolare e quella Prove it all Night con l'intro più bello ed ispirato che abbia mai sentito.

Prove it all Night - Live in Winterland

venerdì 12 dicembre 2008

Volver


Donne spettinate dal vento della Mancha, donne pronte a confrontarsi con i fantasmi del passato, donne forti e combattive, donne capaci di lavare il sangue di uomini ridotti a semplici comparse, dimenticati o sepolti dentro un frigorifero. Almodòvar accarezza con la macchina da presa le sue donne con la consueta sensibilità e dolcezza del suo cinema così caldo e colorato che si specchia perfettamente negli occhioni lucidi della sua protagonsita.

Penelope Cruz è di una bellezza sconvolgente.



Volver - Estrella Morente

giovedì 11 dicembre 2008

No amount of whiskey, no amount of wine



Gotta Have You - The Weepies

mercoledì 10 dicembre 2008

Let it Snow!

martedì 9 dicembre 2008

Killing Zoe



Killing Zoe è il primo film di Roger Avary amico e co-sceneggiatore (per Le Iene, Una vita al massimo e Pulp Fiction) di Tarantino qui in veste di produttore. La pellicola del '95 ha un'interessante atmosfera da B-movie che bene si sposa con i tratti tipici della scrittura di Avary: violenta, eccessiva e fuori dagli schemi, condita dall'umorismo cinico e nerissimo dei suoi personaggi. 

La più classica delle rapine in banca si trasforma nella sue mani in un bagno di sangue senza ritorno. Un viaggio verso la distruzione mentale e fisica in cui Zoe, l'unica donna è l'ago della bilancia a determinare equilibri e dinamiche. Lontano della perfezione formale delle "Iene" e dalla profondità di "Un pomeriggio di un giorno da Cani" l'altra pellicola a cui rischia di essere accostato, paga un finale troppo scontato. Rimane cmq un buon film indipendente catalogabile nel filone nascente di quel pulp che di lì a poco sarebbe esploso in tutta la sua potenza.

lunedì 8 dicembre 2008

Idee Regalo



Stupendo... devo trovarlo.

venerdì 5 dicembre 2008

Audition


Miike ha dichiarato che voleva che lo spettatore avesse la sensazione di avere sbagliato film e la prima volta che vidi Audition fu esattamente quello che pensai... ed infatti il film parte lento quasi soporifero nella sua drammatica staticità, Miike si prende i suoi tempi lanciando qua e là un esca, un frammento, un inquietante dettaglio, ed è in quel momento quando ormai lo spettatore è rilassato che il film prende i binari dell'orrore. La tensione accumulata per 3/4 di pellicola non può far altro che esplodere nel magnifico finale, il sogno e la realtà si mescolano per dar vita ad una delle scene più disturbanti e riuscite del cinema moderno. 


giovedì 4 dicembre 2008

Light of Day Europe Benefit

COMO - Music Sound

Nella piccola ma accogliente sala del Music Sound di Como si è tenuta ieri sera la 4° edizione europea del LIGHT OF DAY EUROPE sulla scia di quello americano che, ormai da 9 anni vede un grande numero di artisti di grande rilievo suonare nel New Jersey con lo scopo di raccogliere fondi da devolvere a favore della “Light of day Foundation” per promuovere la ricerca e sostenere i malati di Parkinson e le loro famiglie.
A dividersi il palco Joe D'Urso, Jesse Malin, Willie Nile e i Marah oltre al nostro Lorenzo "Miami" Semprini. Disposti a semicerchio hanno proposto una canzone a testa a rotazione per diversi "giri", totalmente in acutico, chitarre classiche e armoniche più un piano. Bellissima questa formula molto intima e libera con i musicisti pronti ad inserirsi nelle canzoni degli amici seguendo l'improvvisazione. Diverse generazioni a confronto ma lo stesso fuoco vivo addosso, dal carismatico Willie Nile all'esuberanza di Jesse Malin fino al talento purissimo dei Marah (vera scoperta anche perchè non li conoscevo).



Across the River - Willie Nile

mercoledì 3 dicembre 2008

Disneyworld

Ieri ad un sales meeting Disney ho avuto il piacere di vedere in anteprima qualche spezzone (ancora in formato storyboard) del terzo capitolo di Toy Story, non anticiperò nulla se non che già solo a matita la nuova storia che rivede protagonisti Woody e Buzz ha commosso tutta la sala. Si preannuncia un altro capolavoro targato Pixar.



Altra piacevole sorpresa è stata la proiezione di Bolt, ultima fatica in casa Disney.
Un cane che crede di avere superpoteri affronta un viaggio coast to coast attravero l'america per ritrovare la sua padroncina, ad aiutarlo un gatta abbandonata e il criceto teledipendente Rhino (favoloso) che usa per spostarsi una palla di plastica.
Davvero bene fatto e molto divertente, irresistibile il trio di piccioni newyorkesi il cui capo ha la voce di Tony Soprano.
Lontano dalla profondità e dalle sottigliezze Pixar ma assolutamente riuscito nel trasmettere i valori tipici del mondo Disney. 

lunedì 1 dicembre 2008

Changeling



Cinema classico con la C maiuscola, asciutto e compatto come solo Eastwood sa fare. Drammone corale basato su una storia vera e terribile, inserito nella splendida ricostruzione di una Los Angeles corrotta degli anni 20, con i suoi tram elettrici e i berretti alla cloche. Clint si affida alle labbra rubino di Angelina Jolie, mai così brava dai tempi di "Ragazze interrotte", scelta coraggiosa ma vincente, capace di gestire il suo corpo e la sua sofferenza in modo convincente. Qualche sforbiciata nel finale forse avrebbe giovato al ritmo del film ma sono dettagli perdonabili.
Un tuffo nel buco nero di un'america con più scheletri che armadi, bambini sacrificati all'altare delle responsabilità ed un finale in cui la speranza ha comunque il sapore della sconfitta.