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domenica 29 marzo 2009

Gran Torino


Se durante un film si passa dalle risate alle lacrime è quasi sempre un buon segno ma con Gran Torino Eastwood fa molto di più , regalando e regalandosi forse (pare sia la sua ultima prova come attore) una prova granitica e inattaccabile nella sua perfezione. Un film piccolo e raccolto, girato tra 4 mura e un giardino, che vive sulla straordinaria interpretazione di Clint, irresistibile burbero razzista mangia tabacco e dal grilletto facile. Quasi un testamento cinematografico che ripercorre la sua carriera e i temi a lui più cari come il rapporto tra padri e figli, una redenzione difficile ma possibile, i fantasmi della guerra, il sacrificio e il bisogno di una guida per le nuove generazioni. E poi quei titoli di coda e la voce di Clint che ci accarezza e accompagna per l'ultima volta la sua Gran Torino.
Andate a vedere questo film, fatevi del bene.

lunedì 1 dicembre 2008

Changeling



Cinema classico con la C maiuscola, asciutto e compatto come solo Eastwood sa fare. Drammone corale basato su una storia vera e terribile, inserito nella splendida ricostruzione di una Los Angeles corrotta degli anni 20, con i suoi tram elettrici e i berretti alla cloche. Clint si affida alle labbra rubino di Angelina Jolie, mai così brava dai tempi di "Ragazze interrotte", scelta coraggiosa ma vincente, capace di gestire il suo corpo e la sua sofferenza in modo convincente. Qualche sforbiciata nel finale forse avrebbe giovato al ritmo del film ma sono dettagli perdonabili.
Un tuffo nel buco nero di un'america con più scheletri che armadi, bambini sacrificati all'altare delle responsabilità ed un finale in cui la speranza ha comunque il sapore della sconfitta.

giovedì 4 settembre 2008

Flags of Our Fathers


Forse ho sbagliato a vedere prima Letters from Iwo Jima, aspettandomi per la controparte americana la stessa forza e la stessa profondità, o forse per una volta Eastwood non dico sbaglia ma inciampa nel suo film. Il risultato è un ineccepibile e curatissimo affresco della parabola antieroica americana a cui però manca il fuoco bruciante presente negli ultimi capolavori del regista.
Alcune sequenze molto buone, solita maestria nell'uso della macchina da presa, scene belliche convincenti anche se lo sbarco ricorda Salvate il Soldato Ryan (Spielberg è tra i produttori) ma un epilogo davvero troppo verboso che rischia di lasciar spazio alla noia.

lunedì 14 aprile 2008

Letters from Iwo Jima


La visione giapponese della battaglia di Iwo Jima descritta da Clint Eastwood è una storia di uomini prima che soldati, anime destinate al sacrificio, abbandonate al destino. Morire per la patria, l'imperatore e uno spuntone di roccia in mezzo all'oceano. Come i soldati scavano tunnel nella roccia per darsi una speranza, Clint scava nella psicologia dei suoi personaggi combattuti tra senso del dovere e la volontà di sopravvivere, scoprendo che in fondo una lettera scritta da un ragazzo americano non è poi così diversa da una giapponese. Film di rara umanità.