Se durante un film si passa dalle risate alle lacrime è quasi sempre un buon segno ma con Gran Torino Eastwood fa molto di più , regalando e regalandosi forse (pare sia la sua ultima prova come attore) una prova granitica e inattaccabile nella sua perfezione. Un film piccolo e raccolto, girato tra 4 mura e un giardino, che vive sulla straordinaria interpretazione di Clint, irresistibile burbero razzista mangia tabacco e dal grilletto facile. Quasi un testamento cinematografico che ripercorre la sua carriera e i temi a lui più cari come il rapporto tra padri e figli, una redenzione difficile ma possibile, i fantasmi della guerra, il sacrificio e il bisogno di una guida per le nuove generazioni. E poi quei titoli di coda e la voce di Clint che ci accarezza e accompagna per l'ultima volta la sua Gran Torino.
Andate a vedere questo film, fatevi del bene.





