Il cinema di Gilliam è da sempre un gioco di specchi, piccoli trucchi e furbeschi inganni, bisogna solo aver voglia di giocare, specchiarsi non basta c'è il rischio di rimanere delusi del propio riflesso, è necessario tuffarsi dentro e lasciarsi catturare dal flusso immaginifico di un cinema che non conosce barriere. Immagini al servizio della storia, del racconto e della necessità del NARRARE che diventa fulcro necessario per reggere il mondo, tremendamente ambizioso come concetto siamo d'accordo ma che nella sua esagerata ed eccessiva scommessa trova miracolosamente un equilibrio in una ricchezza visiva che riempie gli occhi e che straborda di pura fantasia. Un sogno surrealista in cui Tom Waits si moltiplica come in Golconda di Magritte ed Heath Ledger cammina a braccetto con Dalì. Un film tanto imperfetto quanto incredibilmente coraggioso capace di spingersi oltre, al di là dello specchio.

















