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giovedì 1 aprile 2010

You Just Keep Me Hanging On

Sono giornate intense, il lavoro mi porta via sempre più tempo e il blog langue... e quindi eccomi con il temibilissimo "riassuntone delle puntate precedenti" ovvero quello che ho visto, sentito, assaporato e vissuto nelle ultime settimane e per le quali vale la pena spendere due parole.



Partiamo dal ricordo più intenso e che per lungo tempo mi porterò dentro, ovvero l'incontro faccia a faccia con lei, la poetessa del rock... signori e signore in tutta la sua baffutaggine miss Patti Smith! In acustico, due chitarre e un pianoforte, immensa come me la immaginavo forse di più... sentire dalla sua voce "Perfect Day" è qualcosa di indescrivibile.



Il nuovo album dei Black Rebel Motorcycle Club - "Beat The Devil’s Tattoo" segue una linea precisa, chitarre distorte, ruvide e cupe che alla lunga purtroppo stancano, non è un caso che gli episodi migliori coincidano con l'abbassamento dei volumi come nella splendida "The Toll".



Noi siamo figli delle stelle... e di David Bowie scusate se è poco. L'esordio alla regia di Duncan Jones è un colpo di fulmine per gli amanti della fantascienza, Moon è un film gelido, asciutto e mentalmente claustrofobico che mette realmente a disagio lo spettatore, Sam Rockwell sostiene da solo l'intero film con una prova d'attore mostruosa.



Great Lake Swimmers - Lost Channels
Un disco magnifico da questi ragazzi canadesi che ci mette in pace con la natura.



Clarence BIG MAN Clemons se nè uscito con un libro scritto con l'amico Don Reo ed è davvero scritto bene oltre che divertentissimo ma su questo pochi dubbi conoscendo il personaggio! Mille aneddoti in compagnia degli amici di una vita e uno sguardo tenero e appassionato sull'uomo ormai acciaccato dall'età e dai dolori alle ginocchia che lo tormentano da anni ma nonostante tutto ancora in sella alla più grande rock'n roll band del mondo.



Carine Brancowitz può fare qualsiasi cosa con una penna Bic, non ci credete? Date un'occhiata QUI



Non posso riassumere in poche righe un film così enorme... Revolutionary Road è una via crucis del rapporto di coppia analizzato con devastante bellezza. Questa volta dalla nave che affonda non si salverà nessuno.



Mario Biondi ha una voce pazzesca e te ne rendi davvero conto solo quando lo senti a pochi metri da te, l'occasione l'abbiamo avuta la scorsa settimana per la serata inaugurale del MAGA il nuovo e stupendo museo di arte moderna di Gallarate. La sua musica è un magico incontro tra samba e soul due mondi in apparenza lontani eppure meravigliosamente compatibili.



I Baustelle tornano con un disco dal titolo altisonante e splendidamente sopra le righe... "I Mistici dell'Occidente". Lo sto ancora assimilando ma è una continua scoperta, seppur non toccando i livelli di Amen mi sembra un lavoro con molte idee e piacevoli devianze. Il singolo di lancio "Gli Spietati" che in un primo momento mi sembrava abbastanza facilotto è cresciuto enormemente e nell'ottica del disco è perfetto.

sabato 15 marzo 2008

Assomigliare a lucertole nel sole

MILANO - Rolling Stone

Un Rolling Stone gremito come raramente mi è capitato di vedere accoglie i Baustelle in un boato mentre riecheggia l'intro di "Andarsene così" che chiuderà poi il concerto. Tra fasci di fumo e luce escono i 3 toscani con al seguito altri 4 elementi (tra cui Sergio Carnevale, ex Bluvertigo) per rendere live la varietà dei suoni di Amen. Partenza con Antropophagus su cui aleggia il fantasma di Battiato addirittura citato con una strofa di Bandiera Bianca, a cui fanno seguito Colombo e Charlie fa surf abbastanza fedeli al disco mentre è l'aeroplano a giovare molto della dimensione live grazie alla splendida voce di Rachele Bastreghi che ruberà più volte la scena al più timido e compassato Bianconi. Tra pezzi del penultimo album la Malavita e una rivisitazione poco convincente di Bruci la città scritta per Irene Grandi, si arriva alla perla della serata, Baudelaire è un'esplosione di suoni e luci, un carnevale in movimento con una coda elettronica perfetta.
I Baustelle si confermano la band italiana del momento e non deludono nel confronto diretto con il pubblico.

giovedì 21 febbraio 2008

Amen

Il nuovo album dei Baustelle entra prepotentemente nel mio lettore ormai da diversi giorni, con la capacità di crescere ad ogni ascolto, cosa ormai rara in Italia... mi viene quasi da pensare che il singolo lanciato per radio (Charlie fa surf) sia uno dei pezzi più deboli del disco. Ma tra i tanti ottimi pezzi disseminati su Amen (Il liberismo ha i giorni contati, l'aeroplano, Baudelaire, Antropophagus) c'è una canzone piccola e splendida. Piccola come il suo protagonista, quell'Alfredo Rampi che nel 1981 cadde in un pozzo artesiano profondo 80 metri diventando un fenomeno mediatico, 18 ore in diretta sulle reti Rai unificate.
21 milioni di italiani seguirono la vicenda di quel bambino di 6 anni fino al drammatico epilogo. Avevo solo 1 anno ma non so come ho ricordi sparsi di quella vicenda, se ne parlò a lungo anche dopo e ascoltando questa canzone non ho potuto fare a meno di provare un brivido lungo la schiena.

Alfredo - Baustelle