Mann riscrive i canoni di un genere grazie al suo digitale iperrealistico, e con la storia di un divo, una rockstar come il rapinatore di banche John Dillinger getta le basi per un nuovo "classico". Public Enemies porta con se tutta la scuola di Scorsese, Coppola e De Palma riletta in chiave moderna, ed è forse questo senso di straniante contaminazione tra vecchio e nuovo la cosa più affascinante della pellicola. Johnny Depp ci mette del suo, entrando con una facilità disarmante nel personaggio e sovrastando letteralmente il suo antagonista Christian Bale (forse per scelta). L'espressione con cui saluta la folla in strada mentre viene portato in galera vale da sola mezzo oscar. Ma il film è per fortuna molto altro, dalle sparatorie come di consueto magistrali ad alcune scene di perfezione assoluta come quella nel cinema o l'inseguimento nel bosco a dimostrare che nessuno dirige scene notturne meglio di Michael Mann. Ancora una volta un film di un uomo destinato alla solitudine (Heat, Collateral), come quel corvo sussurrato nell'ultimo respiro.

Ten Million Slaves - Otis Taylor
